Skip to content

Violenza domestica e tutele

Violenza domestica e tutele

Violenza domestica: gli strumenti legali di tutela

Il fenomeno e il quadro normativo di riferimento

La violenza domestica è un fenomeno grave e purtroppo diffuso, che comprende non solo le aggressioni fisiche, ma anche le violenze psicologiche, economiche e sessuali all’interno di rapporti familiari o di convivenza.

L’ordinamento italiano offre oggi un apparato normativo articolato e in continua evoluzione, comunemente definito “arcipelago legislativo”, che include strumenti sia penali che civili di protezione immediata.

I principali riferimenti normativi sono:

  • L. 4 aprile 2001, n. 154, che ha introdotto gli ordini di protezione contro gli abusi familiari;

  • D.L. 23 febbraio 2009, n. 11 (conv. in L. n. 38/2009), che ha rafforzato le misure cautelari;

  • D.L. 14 agosto 2013, n. 93 (conv. in L. n. 119/2013), che ha introdotto misure di prevenzione e contrasto alla violenza di genere;

  • L. 19 luglio 2019, n. 69, c.d. “Codice Rosso”, riforma cardine che ha accelerato i procedimenti e introdotto nuovi reati;

  • L. 24 novembre 2023, n. 168, c.d. “Legge Roccella”, che ha introdotto ulteriori misure preventive e ampliato gli strumenti di intervento d’urgenza;

  • L. 2 dicembre 2025, n. 181, che ha ulteriormente inasprito le pene per i maltrattamenti con specifiche aggravanti.

I reati rilevanti: il piano penale

Il reato centrale in materia è l’art. 572 del codice penale — Maltrattamenti contro familiari e conviventi — reato abituale che sanziona con la reclusione da tre a sette anni chiunque maltratti un familiare o convivente, anche non più convivente se legato da vincoli di filiazione.

Le pene sono aumentate fino alla metà se il fatto è commesso in presenza di minorenni, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità. Se dal fatto deriva la morte della vittima, la pena può arrivare fino a ventiquattro anni di reclusione.

Con le modifiche introdotte dalla L. n. 181/2025, è ora prevista un’aggravante specifica per i fatti commessi come atto di controllo, possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo.

Accanto all’art. 572 c.p. il sistema penale prevede una pluralità di fattispecie connesse:

  • art. 612-bis c.p. — Atti persecutori (stalking): pene da 1 a 6 anni per chi perseguita o intimidisce, causando paura o isolamento;

  • art. 612-ter c.p. — Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (c.d. revenge porn);

  • art. 558-bis c.p. — Costrizione o induzione al matrimonio;

  • art. 583-quinquies c.p. — Deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso;

  • art. 609-bis c.p. — Violenza sessuale, applicabile anche nell’ambito delle relazioni familiari;

  • art. 387-bis c.p. — Violazione dei provvedimenti di allontanamento e del divieto di avvicinamento, con obbligo di arresto in flagranza.

Il “Codice Rosso”: la corsia preferenziale per le vittime

Il Codice Rosso (L. n. 69/2019) ha introdotto una vera “corsia preferenziale” nei procedimenti per violenza domestica.

Tra le misure più rilevanti:

  • obbligo per la polizia giudiziaria di riferire immediatamente al pubblico ministero;

  • obbligo per il PM di sentire la vittima entro 3 giorni dalla ricezione della notizia di reato;

  • rafforzamento delle misure cautelari, tra cui l’allontanamento urgente dalla casa familiare e il ricorso al braccialetto elettronico;

  • obbligo di informare la vittima su tutte le misure cautelari adottate, compresi i provvedimenti di scarcerazione o revoca della misura a carico dell’aggressore, in ogni stato e grado del procedimento.

Questo impianto emergenziale è stato ulteriormente consolidato dalla Legge Roccella del 2023, che ha ampliato i poteri di intervento d’urgenza del pubblico ministero e introdotto misure di c.d. vigilanza dinamica, consentendo alla polizia giudiziaria di segnalare al Prefetto le situazioni di concreto e rilevante pericolo.

Gli ordini di protezione: la tutela civile

Sul piano civile, lo strumento principale è l’ordine di protezione contro gli abusi familiari, oggi disciplinato dagli artt. 473-bis.69 e 473-bis.70 del codice di procedura civile (come riformato dal D.Lgs. n. 149/2022).

Quando la condotta del coniuge o convivente causa grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro, il giudice può, su istanza di parte, emettere un decreto che ordina:

  • la cessazione della condotta pregiudizievole;

  • l’allontanamento dalla casa familiare del soggetto responsabile;

  • il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima (luogo di lavoro, domicilio dei familiari, scuole dei figli);

  • il pagamento di un assegno periodico a favore delle persone conviventi rimaste prive di mezzi adeguati.

La durata dell’ordine non può essere superiore a un anno, ma può essere prorogata dal giudice se ricorrono gravi motivi.

In caso di violazione dell’ordine di protezione, si applica il reato di cui all’art. 387-bis c.p., con obbligo di arresto in flagranza.

Perché affidarsi a un avvocato specialista

La violenza domestica richiede un intervento legale tempestivo e coordinato su più fronti — penale, civile e, ove necessario, familiare.

Un avvocato specializzato in diritto di famiglia è in grado di:

  • valutare immediatamente quale strumento di tutela sia più adatto al caso concreto (denuncia penale, richiesta urgente di ordine di protezione civile, o entrambi);

  • assistere la vittima in tutte le fasi del procedimento, garantendo che riceva le informazioni cui ha diritto per legge su ogni provvedimento riguardante l’autore del reato;

  • tutelare i figli minorenni, che la legge considera direttamente persone offese dal reato quando assistono ai maltrattamenti;

  • preservare le prove e impostare sin dall’inizio una strategia difensiva che tenga conto dell’intera complessità del quadro normativo vigente.

Ogni situazione è diversa: agire con la guida di un professionista esperto può fare la differenza tra una tutela efficace e un’occasione perduta.

Studio Legale Carnassale
Politica privacy

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Leggi testo Privacy e Cookie